WITCHRIST
“The Grand Tormentor”

Avevamo lasciato i Witchrist con “Beheaded Ouroboros” (se escludiamo lo split EP con i Morbosidad uscito lo scorso anno), album che mostrava una band fautrice di un Black-Death feroce e devastante ma dalle forti ascendenze Doom che scaturivano nei lunghi intermezzi dilatati e densi. Il combo neozelandese (nel quale militano anche membri degli Heresiarch e dei Diocletian) prosegue quanto detto, e in certi casi va ancora più a fondo, nel full di due anni fa grazie al nuovo “The Grand Tormentor”.

Rispetto ai canoni del genere i Witchrist si distinguono innanzitutto per le tematiche affrontate in questo lavoro, alquanto insolite per il genere, che riguardano la religione e la mitologia induista in molteplici aspetti, che si riflettono anche nello splendido e curato artwork. Oltre a ciò, come accennavo poco fa, i neozelandesi propongono un sound particolare che si fa ancora più ermetico e contorto rispetto agli esordi. I Witchrist elevano un muro sonoro granitico e dalle trame incendiarie, sfiancante e ossessivo nei patterns lenti e sulfurei e capace di alzare i livelli di angoscia al limite della sopportazione. Le trame cadenzate che prevalgono in “Into The Arms Of Yama” vengono in parte spazzate via dalla aggressiva “Meditation For Sacrifice” con chitarre “tritaossa” dall’andamento vorticoso che spazzano via ogni cosa con ondate di violenza inaudita. Lo stesso accade con la fulminea accoppiata “Wasteland Of Thataka” e “Exile” nella quale viene espresso il potenziale annichilente di cui è capace la band nei tempi veloci. I Witchrist non danno tempo di riprendere fiato e ripartono subito con l’incipit marziale di “Beyond Darkness And Death”, pezzo ricco di cambi di tempo tali da renderlo spasmodico e plumbeo e nel quale il growl catacombale di Void viene enfatizzato al massimo. Con “The Tomb” le atmosfere diventano pesanti e fosche con chitarre solide che disegnano trame stranianti ed aspre, laceranti nei rallentamenti estenuanti. Prima del gran finale, ossia la maestosa e apocalittica “Funeral Lotus”, una vera e propria marcia funebre dai risvolti purificatori, i Witchrist scatenano una tempesta di fuoco con un altro micidiale ensamble rappresentato da “Tandava” e “Cast Into Fire”, sublimi nell’esprimere il lato primordiale e selvaggio dei neozelandesi, forti di un drumming martellante e di patterns affilati ed impetuosi.

Che dire, gran colpo della Osmose che rinfoltisce il suo roster con una band in forma sbagliante che fino ad ora non ha sbagliato un colpo grazie ad una miscela originale ed esplosiva di Black-Death viscerale e ctonio: la catarsi attraverso il caos.

BRIEF COMMENT: With “The Grand Tormentor”, Witchrist unleash a Black-Death Metal firestorm in which dim atmospheres combined with feverish and raging guitar riffs create an apocalyptic scenario: a real catharsis through chaos.

Etichetta: Osmose Production
Anno di pubblicazione: 2012
TRACKLIST: 01. Intro; 02. Into The Arms Of Yama; 03. The Grand Tormentor; 04. Meditation For Sacrifice; 05. Wasteland Of Thataka; 06. Exile; 07. Beyond Darkness And Death; 08. The Tomb; 09. Tandava; 10. Cast into Fire: 11. Funeral Lotus
Durata: 46:05 min.

Autore: Nivehlein

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